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Adolescenti e sostanze: una riflessione

Rispetto al dibattito in corso in merito alla pubblicizzazione e
commercializzazione sul mercato locale di una bevanda a base di estratto di cannabis, vorrei proporre alcune riflessioni sul rapporto tra gli adolescenti e le cosiddette droghe leggere.
Dalle notizie pubblicate ultimamente dai media si nota un aumento della preoccupazione da parte del mondo adulto per i rischi legati all’uso o abuso di derivati da cannabis da parte di giovani e giovanissimi
Iniziamo a chiarire che non è la sostanza in sé a creare effetti e rischi connessi ma la percentuale di principio attivo in essa contenuta. Se negli anni ‘80 il principio attivo nell' Hashish e nella Marijuana era in media del 4%, oggi le manipolazioni genetiche sulle piante permettono di avere delle concentrazioni di principio attivo fino al 20%.
Il mercato dello spaccio ne trae immenso vantaggio in quanto la materia prima può essere tagliata più volte e quindi la merce finale viene prodotta in quantità maggiori.
Per analogia lo stesso discorso vale per l'alcol: la percentuale di principio attivo nelle sostanze corrisponde alla gradazione per le bevande alcoliche.
Un concetto che è bene chiarire è il seguente: L'equazione LEGGERO=INOFFENSIVO non è corretta. Anche le droghe cosiddette leggere, che possono essere illegali come la cannabis o legali come alcol e nicotina hanno effetti e conseguenze sulla salute psicofisica e possono creare dipendenza. É proprio su questo “possono creare” che è bene riflettere. Così come con l'alcol, anche con la cannabis è possibile fare un uso sporadico o abituale senza cadere in dipendenza. La stessa cannabis può però creare dipendenza e ciò succede quando l'uso della sostanza non è più finalizzata a singoli momenti di ricerca di piacere , ma diventa funzionale all'affrontare o eludere i problemi personali e della quotidianità. Anche con l'alcol si può differenziare tra la degustazione innocua di una modica quantità e l' abuso vero e proprio. Per quanto riguarda la nicotina, c'è chi ama assaporare una sigaretta ogni tanto e chi “deve” fumare un certo numero di sigarette al giorno.
Un altro luogo comune è quello che vede diventare il consumatore abituale di cannabis prima o poi un consumatore di droghe pesanti. Questo non è assolutamente dimostrato, infatti ci sono moltissime persone consumatori abituali di alcol o cannabis che non fanno uso di altre droghe. È però corretto sottolineare che sia l’alcol che la cannabis possono essere sostanze ponte verso la sperimentazione di altre droghe.
Questo succede perché l’alcol abbassa le difese inibitorie e rende quindi più spavaldi e meno cauti, mentre la cannabis introduce comunque il consumatore in un certo contesto sociale di consumo illegale e quindi lo rende più vulnerabile al rischio di provare altre sostanze nel caso ad esempio che in una data situazione (serata in discoteca, ecc..) non sia reperibile la cannabis.
Non è un caso che le sperimentazioni con queste sostanze inizino soprattutto durante la pre - e l’adolescenza, in quanto si tratta di fasi critiche nella vita dei ragazzi in cui la struttura della personalità non è ancora completa e forte è il desiderio di trasgressione legato alla rottura con il mondo adulto.
Un altro fattore di rischio che notiamo consiste nel vedere nell’incontro con le sostanze cosiddette leggere di cui stiamo parlando un compito evolutivo necessario per il passaggio alla vita adulta. Anche in questo caso le analogie con la cultura dell’ uso dell’alcol sono chiare: pensiamo ad esempio all’iniziazione dei bambini al vino,
( …”un goccio non fa male”…”fa buon sangue”….., ecc…).
Tra l’alcol, la nicotina e il resto delle droghe leggere c’è una chiara linea di demarcazione dettata dalla legalità.
Questo è un tema delicato e interessante nell’interazione educativa tra gli adulti e i giovani. È necessario definire ciò che è legale e ciò che è illegale e quali sono le conseguenze di comportamenti illegali, sia per chi li commette che per chi li subisce (le vittime).
Parlare di rispetto della legalità in adolescenza non è semplice, ma è un tema a cui non si può rinunciare. E’ sbagliato pensare che gli adolescenti vedano nel concetto di legalità qualcosa di solamente negativo a cui contrapporsi, perché ciò presuppone una visione negativa dell’adolescente, che corrisponde ad un pregiudizio ben presente nel mondo adulto. La parola crisi, spesso legata al tema di adolescenza, è formata nella lingua cinese dalla combinazione di due ideogrammi: “pericolo” e “opportunità”. L’ansia dell’adulto tende a vedere nell’adolescenza solo il primo dei due termini mentre è necessario vedere nell’adolescente una persona importante con molte opportunità di crescita che si realizzeranno in base all’influenza di scelte personali, esperienze, relazioni significative.
Ecco allora che il tema dell’uso di sostanze in adolescenza non può essere gestito esclusivamente come un problema da contenere e controllare, ma come un tema di discussione e confronto tra adulti e giovani con tanti aspetti importanti da sviscerare ma sempre tenendo presente che l’adolescenza non rappresenta il PROBLEMA, il RISCHIO, bensì un percorso positivo, seppur difficile, verso l’età adulta.
Torniamo al tema della bevanda con gli estratti della cannabis e l'effige stampata sulla lattina: nonostante la bassissima presenza di principio attivo riscontrabile nella bevanda(0,01%), rischia di passare un messaggio superficiale e fuorviante rispetto all'informazione corretta sull'uso della sostanza cannabis. Si tratta infatti, che ci piaccia o no, di un prodotto a tutt'oggi illegale e, che ci piaccia o no, di una sostanza con effetti negativi per la salute di chi la consuma.
Siamo di fronte ad un'azione di marketing che, analizzata senza considerare principi etici, è sicuramente efficace perchè raggiungerà l' obiettivo unico di far guadagnare un bel po' di soldi agli organizzatori e ai distributori.
Nel commercio vale spesso il detto “il fine giustifica i mezzi”, nei contesti educativi è esattamente il contrario.
Sarebbe auspicabile che questi due ambiti si incontrassero di più per rendere il commercio più educativo e il mondo dell'educazione più abile ad usare strumenti del settore commerciale e quindi raggiungere e stimolare un numero maggiore di persone.

Centro studi “Guido Antonin”
Associazione La Strada – Der Weg
 
 

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