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Quando non puoi attaccare il ragionamento, devi attaccare il ragionatore....

dicembre 2006

Il ragionatore in questione è il giornalista Oliviero Beha, presente a Bolzano il 25 novembre scorso per presentare il suo ultimo libro “Indagine sul Calcio”, ospite delle Associazioni “La Strada Der Weg” e “DDT” e del Servizio Giovani della Provincia di Bolzano. Non si tratta sicuramente di un giornalista qualunque,scrittore di libri denuncia sul pubblico malcostume e autore radiofonico e televisivo di successo; basti pensare a programmi come “Radiozorro”, poi diventata “Radioacolori” e alla trasmissione tv “Va Pensiero”. Trasmissioni chiuse dalla Rai da un giornio all’altro, senza preavviso, programmi di servizio al cittadino con ascolti altissimi se consideriamo che solo pochi anni fa “Radioacolori” faceva registrare gli stessi o più ascolti di “Viva Radiodue” di Fiorello, la trasmissione cult del momento.
Chiudere una trasmissione nonostante gli altissimi indici di ascolto è un controsenso nell’odierno sistema comunicativo subordinato alle regole del mercato, eppure se un programma è scomodo……se disturba troppo gli interessi di qualcuno………..si chiude! Beha stesso si definisce un giornalista “anomalo”, “sbagliato” più che scomodo semmai estraneo ad un sistema che non prevede più che il ruolo dell’informatore sia quello di fare un servizio al cittadino per tentare di migliorare lo stato generale delle cose. L’informazione oggi è chiamata a schierarsi dichiaratamente per uno dei due poli, centrodestra o centrosinistra, e a vendere le notizie come merci confezionate ad hoc, notizie che vengono usate come munizioni comunicative per colpire e denigrare l’uno o l’altro schieramento. Ma la deontologia professionale dov’è? Secondo Beha ormai è latitante in quanto anche nel giornalismo vale la regola del profitto e della merce; eppure l’informazione è una merce speciale che dovrebbe obbligare a responsabilità speciali. Purtroppo non è più così e alcuni segnali ce lo mostrano in modo evidente: le indagini non le fanno più i giornali ma “Striscia la Notizia” e la RAI usa l’ottimo programma “Report” come foglia di fico per coprire ore e ore di tv spazzatura.
Ma allora il cittadino che deve fare? Beha lo spiega con una convincente metafora.
La realtà andrebbe intesa come un grande mosaico, una realtà complicata, mai semplice perché composta da infinite tessere, che prese d’insieme danno una visione globale e completa. L’informazione odierna invece ci somministra singole tessere di questo mosaico facendoci credere che quell’unica tessera sia tutto il mosaico. Una truffa informativa che ha anche un pessimo effetto collaterale: estingue la nostra voglia di sapere, perché ci illudiamo di conoscere tutta la realtà e non sentiamo il bisogno di approfondirla…… Nel mare quotidiano di notizie pensiamo di sapere tutto, invece non sappiamo nulla. Beha stesso definisce questa situazione una palude, ma non perde la speranza che questa palude possa lentamente essere bonificata da un nuovo senso critico dei cittadini stessi. Non è un percorso facile: per muoversi autonomamente nel mondo della comunicazione non basta più leggere un paio di giornali di destra e un paio di sinistra per farsi un po’ un’idea. Prima di tutto bisogna dedicarsi alla comunicazione interiore, con sé stessi; andare cioè a conoscersi meglio , a darsi quella che Beha chiama una “sfregatina alla coscienza”. Questo è il primo passo per diventare più critici e meno dipendenti nei confronti dell’informazione. Non bisogna sottovalutare ne se stessi ne la forza che viene dall’unione tra più persone critiche nei confronti di un sistema. Nessuno ci pensa più ma basta una cinquantina di telefonate di protesta al centralino di un giornale o di un emittente radio/tv per preoccupare le rispettive dirigenze e generare dei dubbi sulla bontà di certi programmi.
La giornata di Beha a Bolzano è stata piena e ricca di attività: nella mattinata docente al corso di formazione e aggiornamento per gli animatori dei Centri Giovani dell’ Alto Adige, nel pomeriggio supervisore del progetto sportivo/educativo “Excelsior” dell’ Associazione “La Strada - Der Weg” ,la sera conferenziere alla presentazione del libro e al seguente dibattito pubblico sull’informazione. Tre momenti attraversati da un unico filo rosso: un invito ai presenti a non subire passivamente le regole dell’attuale sistema dell’informazione, un sistema che sembra aver abbandonato tutti i criteri morali ed etici per rivolgersi al mondo degli affari, un invito alla legittima difesa e al riappropriarsi della voglia di sapere.
Lo scrittore Paul Valèry diceva: quando non si può attaccare il ragionamento, si attacca il ragionatore. Nel caso di Oliviero Beha si va oltre, all’attacco al ragionatore che costringerebbe comunque a rendere pubbliche le sue opinioni, si preferisce il silenzio, cioè non parlarne per niente. Un silenzio talvolta assordante che anche la stampa locale ha deciso di mettere in atto. Una conferma implicita alle tesi di Oliviero Beha?

Centro studi “Guido Antonin”
Associazione La Strada – Der Weg
 
 

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