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Prostitute pericolose? Gruppo Abele: ''No, vittime da aiutare'' (Da Redattore Sociale del 06/06/2008)

Don Ciotti: ''Lo sforzo deve essere contro lo sfruttamento e la tratta e non contro le vittime''. Con questo provvedimento ''si riempiranno i Cpt di persone che con la delinquenza non hanno niente a che fare''

TORINO - “Non si potrà che peggiorare la condizione per le donne che si prostituiscono, italiane e straniere, si affosserà la lotta alla tratta degli esseri umani e si riempiranno i Cpt di persone che con la delinquenza non hanno niente a che fare”. Sono queste le preoccupazioni del Gruppo Abele dopo la proposta presentata dai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari costituzionali del Senato, Filippo Berselli e Carlo Vizzini, che inserisce la categoria delle prostitute tra i soggetti ritenuti pericolosi. Don Luigi Ciotti, ricordando il lavoro della Commissione ad hoc istituita nella precedente legislatura, sottolinea che “non ci sono reati commessi da prostitute ai danni di terzi” e che ma che essi “riguardano lo sfruttamento della stessa e in particolare la tratta di esseri umani e in questo caso le prostitute sono vittime e non ree”.

Tra le proposte avanzate dall’associazione evitare la prostituzione in alcuni luoghi come luoghi di culto e scuole, gestire le situazioni problematiche con interventi di mediazione dei conflitti e fornire strumenti di inserimento lavorativo per le donne, italiane e straniere. Ma sopratutti “applicare le buone leggi che abbiamo”: la legge Merlin, l’art.18 del testo unico sull’immigrazione e la legge sulla tratta (228/2003). Su questo punto insiste don Ciotti. “La tratta oggi coinvolge donne, uomini e bambini. E’ collegata a traffico di droga e di armi. E’ collegata a corruzione e traffici illegali di ogni tipo. Deve essere chiaro che le donne sono solo vittime. Vittime da aiutare, ma anche persone che possono fornire elementi preziosi – come precisa dalla Direzione Nazionale Antimafia – per contrastare il fenomeno. Su questo campo oggi c’è ancora poco investimento, nonostante alcune lodevoli eccezioni. Lo sforzo deve essere contro lo sfruttamento e la tratta e non contro le vittime”.

“La vera questione morale relativa alla prostituzione è lo scandaloso divario economico tra nord e sud del mondo, tra paesi ricchi e paesi poveri. – conclude don Ciotti - Un divario che pone in evidenza il valore/disvalore del denaro. Da un lato c’è chi “si vende” per dare un futuro a se stesso e alla propria famiglia, dall’altro chi usa il proprio denaro per comprare persone come fossero una merce qualsiasi”.
 
 

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