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Europa, in arrivo norme anti-discriminazione: pieni diritti per disabili e gay

(Da Redattore Sociale del 02-07-2008)

Proposta di direttiva da parte della Commissione Ue all'interno della nuova Agenda sociale: vietata ogni discriminazione nell'accesso a serivizi, istruzione, sanità

ROMA - Discoteche vietate a chi si muove su una carrozzina. Coppie omosessuali non gradite negli alberghi. Persone cieche accompagnate dal cane guida e per questo cacciate via da un ristorante. Queste e altre simili storie nell'Europa del ventunesimo secolo potrebbero non avere più diritto di cittadinanza: scende in campo infatti la Commissione europea, che nell"ambito della nuova Agenda sociale presenta una proposta di direttiva in materia di pari opportunità che se approvata con il consenso dei governi europei e del Parlamento di Strasburgo renderà la legislazione europea sulla parità – sono parole del Commissario Vladimir Spidla – "la più avanzata e completa del mondo”.

La proposta della Commissione Barroso mira a garantire una protezione contro le discriminazioni fondate su età, handicap, tendenze sessuali, religione o convinzioni personali, e si dispiega nell’ambito dell’accesso a beni e servizi, all’assistenza sanitaria e all’istruzione. L’intento è quello di completare il quadro legislativo basato sull’art. 13 del Trattato e che già oggi copre tutte le discriminazioni fondate su base etnica, razziale o sessuale (uomo – donna), e che si applica anche al mercato del lavoro. I locali pubblici, dunque, saranno tenuti a garantire accesso a tutti i cittadini, anche se con disabilità, e l’effettivo godimento dei servizi non potrà essere condizionato sulla base dell’età o delle credenze religiose. Sarà proibito, ad esempio, rifiutare in modo pregiudiziale la stipula di polizze assicurative a persone che abbiano già superato una determinata soglia di età, ferme restando naturalmente le differenze basate sullo stato di salute e sulla condizione propria del soggetto coinvolto, così come sarà vietato rifiutare l’accesso in un locale ad una coppia omosessuale solamente per via del loro orientamento sessuale. La direttiva si rivolge ai singoli solo se svolgono attività commerciali.

Naturalmente, è previsto che la norma sia applicata dai singoli stati membri secondo i criteri della ragionevolezza. Nel concreto dunque il proprietario di un piccolo negozio non sarà chiamato per forza a renderlo accessibile a persone con ogni tipo di disabilità, ma si terrà conto delle dimensioni e della natura dell’organizzazione e della struttura e dei costi stimati per garantire l’accessibilità totale. Ugualmente, nel settore assicurativo e bancario un trattamento diverso sarà giustificato solamente se compravato da dati statistici e – in materia di età - saranno ugualmente consentiti alcuni interventi specifici per persone anziane, come i biglietti degli autobus a prezzo agevolato o la limitazione di beni come l’alcol ai giovani, a fini di tutela della salute. Nell’istruzione, gli Stati membri potranno differenziare il trattamento nella scuola in base alla religione, a norma del diritto nazionale. Il dispositivo messo a punto dall’Unione Europea non suggerisce alcuna norma per perseguire le violazioni, prevedendo l’obbligo per i singoli Stati membri di definire le sanzioni penali necessarie a rendere cogente nei fatti il principio assoluto della non discriminazione. (ska)
 
 

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