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Sant'Egidio: ''Per la prima volta in Italia un censimento su base razziale''

(da Redattore Sociale del 03/07/2008)

''La situazione è molto grave'': l'organizzazione chiede al Governo di ritirare il provvedimento e denuncia: ''Nessuna giustificazione dal regolamento Ue che riguarda soltanto i cittadini extracomunitari''

ROMA - Il censimento della popolazione rom nelle tre regioni individuate dalle ordinanze del governo che comprende anche l'obbligatorietà di prendere le impronte ai minori non è un censimento, è al contrario una iniziativa discriminatoria perché si basa su un presupposto etnico e non è assolutamente giustificata dal regolamento numero 380 dell’Unione Europeo del 18 aprile scorso perché quel regolamento riguarda soltanto i cittadini di paesi terzi, "extracomunitari”, mentre in questo caso le impronte verranno prese anche a rom che sono comunitari, come i rumeni, o addirittura di cittadinanza italiana. E’ questa la posizione espressa oggi nel corso di una conferenza stampa dalla comunità di Sant’Egidio che invita il governo italiano a sospendere questi provvedimenti chiaramente discriminatori e molto pericolosi perché rischiano di introdurre per la prima volta in Italia un “censimento” su base razziale. “La situazione è molto grave e noi siamo preoccupati”, ha dichiarato Mario Marazziti portavoce del comunità di Sant’Egidio che ha spiegato che quella della sua organizzazione è “un piattaforma di buon senso”.

“Noi - ha detto - critichiamo le misure del governo a proposito dei rom basandoci su un’analisi giuridica e non ideologica e proponiamo al tempo stesso una serie di altre misure che sarebbero molto più utili se si vuole davvero far uscire da situazioni di sfruttamento i bambini rom”. La comunità di San Egidio ha anche spiegato che quello che sta per iniziare non è un censimento, perché se fosse tale avrebbe riguardato tutta la popolazione zingara italiana, mentre riguarda solo tre regioni, anzi tre grandi città come Roma, Napoli e Milano. Il metodo utilizzato per avviare questo “censimento” è anche basato sulla prescrizione di rilievi biometrici, anche per i minori, che appare discriminatoria secondo l’articolo 2 della direttiva 43 del 29 giugno 2000 sulle discriminazioni di razza o etnia. (vedi lanci successivi) (pan)
 
 

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