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NOMADI - La ''piattaforma'' della Comunità Sant'Egidio

(da Redattore Sociale del 03/07/2008)

Identificare gli adulti attraverso i propri documenti e i minori con la dichiarazione dei genitori, tenuti a provare l'identità dei figli. Le proposte dell'associazione che chiede: ''Dove e come saranno conservati i dati rilevati?''

ROMA - La Comunità di Sant'Egidio, oltre a criticare con nettezza lo schema delle ordinanze del governo per la "schedatura” dei Rom, propone una sua piattaforma alternativa sulla quale chiede alle istituzioni di esprimersi. “Premettendo il fatto che noi siamo da anni impegnati nella battaglia per liberare i bambini rom da ogni forma di sfruttamento – ha detto oggi nel corso della conferenza stampa il presidente Impagliazzo – crediamo sia opportuno riaprire il dialogo con le istituzioni per bloccare misure che potrebbero avere effetti molto gravi e mettere invece in campo iniziative positive”. Sarebbe anche opportuno, ha precisato poi il presidente Marco Impagliazzo, uscire dalla logica dell'emergenza che governa la questione da sempre. In particolare sono sei i punti della “piattaforma” di Sant'Egidio. Per quanto riguarda il censimento, se si vuole fare sul serio, sarebbe ovvio chiedere a tutti gli adulti in possesso di documento (quelli di cittadinanza italiana, ai comunitari e a una parte dei profughi dalla ex Jugoslavia) di esibire i propri documenti per la identificazione. Il secondo punto è relativo ai minori. “Per i minori – si legge nel documento di S.Egidio – il genitore che esercita la potestà, dichiara l"identità del minore anche avvalendosi degli atti formatisi in Italia. Qualsiasi genitore infatti non è tenuto a richiedere documento di identità del proprio figlio, se non per fini particolari (ad esempio l’espatrio), mentre rientra nella sua responsabilità il fatto di attestarne e con mezzi idonei provarne l’identità.

Nei casi estremi di difficoltà ad accertare l’identità di taluni minori – dicono ancora i responsabili di S.Egidio – si potrebbe ricorrere alla segnalazione al Tribunale dei minori, e previa autorizzazione del giudice minorile, ai rilievi segnaletici. Solo la presa in carico del minore da parte del Tribunale e dei servizi può considerarsi una tutela. Il documento di S.Egidio dedica un punto di attenzione specifico a tutti quei cittadini-non cittadini, invisibili della ex Jugoslavia. “Una parte di ex jugoslavi – dice S.Egidio – è priva di documenti di identità. Presenti in Italia da varie decine di anni, per vari motivi non sono in possesso di un permesso di soggiorno. Il principale motivo è relativo alla mancanza di un passaporto (principale motivo che ne impedisce anche l’espulsione), dovuta al fatto che le nuove entità statuali nate dalla dissoluzione della Jugoslavia non li riconosce come propri cittadini. Sulla carta essi possono essere destinari di provvedimenti amministrativi o giudiziari di allontanamento o di espulsione (e peraltro già lo sono, avendo diversi di loro già ricevuto provvedimenti di espulsione, senza ricevere però un permesso di soggiorno, avendo già, una parte di loro, passato 60 giorni nei Cpt per poi essere rimessi in libertà”. Un limbo assurdo e drammatico insomma.

Per tutti coloro che si trovano in questo “limbo”, spiega la Comunità di S.Egidio, hanno il timore che partecipare al “censimento” possa voler dire un nuovo provvedimento di espulsione e magari un trattenimento nei centri di identificazione ed espulsione. In questo caso è anche probabile che qualcuno potrebbe tentare di sottrarsi al “censimento”. Molti invece sperano che questa possa essere una strada per emergere e regolarizzare la propria presenza e quindi parteciperanno volentieri. Qual è la realtà tra le due?, si chiedono a S.Egidio. “Tenendo conto che sono tutti lungoresidenti e non sono espellibili, si potrebbe prevedere il rilascio di permessi di soggiorno umanitari o una speciale commissione per l’accertamento dello stato di apolide. Infine nella piattaforma di S.Egidio ci si chiede dove e come saranno conservati i dati prelevati durante i rilievi segnaletici. In altre parole: “I cartellini segnaletici provenienti dai campi come saranno 'stoccati’, con i pregiudicati, con gli immigrati”? (pan)
 
 

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