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L’EDUCATIVA DI STRADA VISTA DALLA PARTE DEI GIOVANI

“PROTOTIPI DI WELFARE SPAZIALE”

Bolzano 16 giugno 2006

Mi è stato chiesto di essere tra i relatori al Convegno “Prototipi di Welfare spaziale” organizzato dall’associazione Volontarius. Ecco una sintesi della relazione su “ Cosa pensano i giovani dell’educativa di strada ( EDS).
“Io ho tentato di schivare l’invito suggerendo di far parlare al mio posto alcuni giovani. Un atto di profonda pigrizia, più che un’intuizione o intenzione educativa. Di fronte al titolo affidatomi credo che sarebbero stati sicuramente più adatti di quanto possa esserlo io. Ma proviamo a giocare, ad immedesimarci, a fare una sorta di role playing.
Una delle peculiarità del lavoro di strada è quella di … muoversi andando lì, dove le persone si trovano. Diciamo molte volte che nessuno va nei distretti, che non tutti sanno che esistono i Centri Giovani o che li considerano troppo chiusi, ecc., bisogna però avere chiaro che nemmeno nei bar, nelle piazze, sul muretto, per strada troviamo tutto e tutti. A volte corriamo il rischio di pensare che un luogo, magari perché informale, a libero accesso, aperto, sia sinonimo di interezza.
Ci stiamo anche dicendo da qualche tempo che la strada è sempre meno abitata. Che proponiamo partecipazione, ma mancano i partecipanti. Sempre meno compagnie e più piccoli gruppi, formati, in genere, da 3, 4, 5 giovani; …si incontrano magari regolarmente e di frequente, ma facciamo comunque fatica ad intercettarli o ci sono grandi masse fatte di individualità che non stanno insieme, ma accanto.
Come da adolescenza siamo arrivati a parlare di adolescenze, così dicendo i giovani dobbiamo pensare a mondi giovanili con infinite sfaccettature e quindi con pensieri diversi. … Per fare un esempio, per me un paio di jeans è un paio di jeans, ad un giovane un paio di jeans sanno raccontare, dire, rappresentare identità, stili, mondi diversi.
Ma eccoci al tema: Caro giovane, cos’è l’educativa di strada per te?
1.Che cos’è? Mai sentito parlare, mai visto nessuno. Non conosco quindi non posso dire nulla. Tocca un po’ il nostro delirio di onnipotenza ed onnipresenza, ma sono ancora molti quelli che non abbiamo nemmeno sfiorato. Alpha711 – 1 volta hanno fatto un torneo di basket. 1 figata!
2.Non mi interessa perché propone cose da fare ed io ho scelto di stare in giro anziché nei vari Centri Giovani , associazioni, ecc. , proprio per non fare niente. Ci siamo probabilmente presentati o lasciati rappresentare come quelli che fanno qualcosa con i giovani. Losfastidioss – Ehi, alpha711, sai se fanno anke tornei di calcio?
3.Non mi interessa perché propone di entrare in relazione ed io non voglio una relazione con loro. Riguarda un po’ più da vicino la fase dell’aggancio. Io giovane ho visto che mi stavi osservando, mappando, fin che te ne stavi lì andava tutto bene, ma non voglio avere a che fare con te, ti sei avvicinato troppo, non voglio contatto. Pieppo87 -6 sicura ke si dica così?..... x me è buio!!!!!
4.Non mi tocca più di tanto perché vanno davvero in strada ed io è da un po’ che ho trovato in camera mia, nel mio computer un mondo virtuale dove sono davvero libero di essere quello che voglio, di incontrare chi e quando voglio, ecc. il “disagio” (notare le virgolette) che un tempo avevamo tutti davanti agli occhi, oggi si sposta nelle case, nelle stanze da cui non si esce, in un mondo alla Matrix dove si fatica a distinguere reale e virtuale o si scopre che è più interessante e meno faticoso e rischioso far credere a noi e agli altri di essere qualcosa che forse non siamo. Tranquilli, li raggiungeremo, arriveremo all’educativa di web. Scor_pio_ne – kuesti vengono solo x voi sfasciatoni ke nn riuscite a stare senza bere, fumare erba e tirare di tuTo
5.Sono amici degli “sbirri”, un modo furbo per fare controllo sociale. Possibile che non ci sia un posto per sfuggire all’accanimento educativo? Tutto dev’essere sotto controllo. I giovani sono per definizione un pericolo. Oggi, che non si sa cosa pensano. Non ce l’ha fatta la famiglia, non ce l’ha fatta la scuola, chiamiamo i ghostbuster. Ho visto gli educatori parlare ai vigili e ai carabinieri…chi va con lo zoppo impara a zoppicare… Tiposexy – nn saranno mika quei ke stanno seduti sempre fuori dal ns bar?
6.La sfrutto. Mi fanno gratis ciò che sarei disposto a fare a pagamento. Sono loro che hanno bisogno di me per dimostrare di esistere. Dici torneo di calcio e ti trovano campo, premi, stampa, dici gita e ti procurano un furgone, dici animali e ti presentano l’associazione “gliamicidisari” sulla Pet terapy,ecc. . Loro hanno capito qualcosa in modo distorto, l’importante è che lo abbiamo capito anche noi! Altrimenti diremo che abbiamo un sacco di successo! 1sututtalaterra – al di là di sfasciati o no, mi sa che kueti si daNo da fare per ki è out: O fisico, 0 euro, Oda meTersu aDoSo
7.Il leader del gruppo è caduto nella rete e allora seguiamolo, ma la cosa non mi convince. Seguo il gruppo ovunque va. Una dimensione dell’educativa è quella di rivolgersi al gruppo. Ogni gruppo ha sue dinamiche e sta a noi capire se dietro le persone c’è un gruppo o no. farfallina2-invidiosi! A proposito, 1 di loro è 1 strafigo da paura. Credo si chiami roland...qlcn ha il suo cell o sa dove abita? Vi prego! E' 1 schianto!!!!!!!!!!!!!!!!
8.L’eds non mi interessa, ma l’educatore/trice xy si. È un figo, è bravo, è significativo. O.k. se, e finchè, è proprio lui/lei. In strada siamo con una gran fetta di noi a livello personale, con le nostre qualità, i nostri interessi, le nostre capacità. Educatori di strada si nasce o si diventa? Un conto è essere lì con me, un conto con un’organizzazione dietro o addosso. Tazzinadicioccolat92 – io studio e son speSo fuori da BZ.Dove li trovo???
9.Una fregatura. Ti dicono che sono figura ponte, ma hanno un mandato che parte dall’alto, dagli adulti, da committenti politici istituzionali, quindi sono per forza sbilanciati. Fino a che punto a livello di ruolo, sappiamo dare la stessa importanza a punti di vista diversi? Walkiria – Io nn li capisco. Girano vestiti ½ firmati Prada e ½ resti bottega del mondo. Mirano all'etnico o al consumistico?
10.Sono un po’ più vecchi di noi, ma il ns gruppo accetta tutti. Se vogliono stare con noi ben venga. Un nuovo amico per gli uni un gruppo agganciato per gli altri. Alcuni eds non dicevano mai di essere eds. Liga 4ever – Nn è ke sti tizi magari c'hanno una sala prove x noi!
11.Era ora che qualcuno si accorgesse di noi. Ci stavamo annoiando e loro portano proposte. Non esiste solo il mondo giovanile descritto come trionfo dell’inerzia. C’è ancora chi ha interesse. Hanno valore per quello che rappresentano oggi e non perché un domani saranno adulti. L’ombelico del mondo non è solo adultità.
12.Mi sono fatto tirare dentro. Pensa che vado pure ad incontri con vigili, altri educatori, assistenti sociali, gente del comune, l’assessore, ecc. non so neanche perché, forse sto diventando grande? Forse mi fa piacere vedere che quelli godono della presenza nostra? L’adolescenza è una fase di passaggio? Essere ponte ha anche questo significato? Quello di transitare i giovani nel mondo adulto?
13.Hanno tempi troppo lunghi. Passano una volta alla settimana. Mai nel week end quando sarebbe più interessante. L’eds ha diritto ad una vita privata che contempli qualche sera libera, il sabato, la domenica. Bisogna trovare equilibrio tra questo ed un orario fatto a convenienza.
14.Il vostro è un lavoro? Cioè, ti pagano per girare nei bar? Per stare con me???? Che culo! Grouch-Pace e bene fratelli. Datevi una calmata. Xkè vi agitate tanto? Se nn mordono lasciateli vivere!!!!!
15.Non mollare mai. Io e il mio gruppo ci siamo davvero accorti della vostra preziosa presenza. Non subito forse, magari qualche anno dopo. Abbiamo fatto cose interessanti, abbiamo discusso, ci avete dato informazioni preziose, ci avete difeso di fronte ad adulti che ci insultavano, ci avete fatto capire in modo opportuno che stavamo massacrando il quartiere, non ci avete fatto smettere di farci spinelli, ma ci avete spiegato bene cosa stavamo facendo e quali erano le conseguenze, avete prima guidato il furgone di ritorno dalla discoteca perché noi eravamo storti e poi ci avete coinvolti nel progetto per avere il bus navetta il venerdì sera, ecc. ecc. ecc.

Abbiamo idee diverse, linguaggi diversi, volumi diversi.
Se vogliamo capire cosa dicono i giovani dobbiamo probabilmente migliorare la nostra capacità di ascoltare, di tradurre, di accettare sovrapposizioni, interferenze, schegge, critiche.
Buon lavoro

Dario Volani
Responsabile Centro Studi “Guido Antonin”
Associazione “La Strada-Der Weg”
 
 

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