{"id":4742,"date":"2020-04-03T08:18:06","date_gmt":"2020-04-03T06:18:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lastrada-derweg.org\/?page_id=4742"},"modified":"2020-04-03T08:18:06","modified_gmt":"2020-04-03T06:18:06","slug":"storie-di-vita-storie-di-sport-2009","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/?page_id=4742&lang=de","title":{"rendered":"Storie di vita &#8211; Storie di Sport 2009"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h2 class=\"h2\">Storie di vita, storie di sport 2009<\/h2>\n<p><strong>Iniziativa apprezzata dalle scuole bolzanine<\/strong><\/p>\n<p>Si \u00e8 svolto lo scorso 15 ottobre presso l\u2019auditorium Battisti a Bolzano l\u2019edizione 2009 di \u201cStorie di Vita-Storie di Sport\u201d, un convegno sui valori dello sport dedicato ai giovani, organizzato da alcuni anni a questa parte dall\u2019Associazione \u201cLa Strada &#8211; Der Weg\u201d in collaborazione con la scuola Olympia delle formazione professionale italiana, con il sostegno degli Uffici Sport del Comune e della Provincia di Bolzano.<br \/>\nI circa 150 studenti delle superiori che entrano nella sala dell\u2019 Auditorium Battisti hanno probabilmente una vaga idea di quello che accadr\u00e0 nelle due ore successive. Qualcuno probabilmente, vedendo la locandina, si immagina che si parler\u00e0 di Zidane e Materazzi. \u201c\u2026\u2026ma chi se ne importa\u2026..ormai \u00e8 roba vecchia\u2026\u201d \u201d\u2026..comunque meglio qui che stare in classe a fare lezione\u2026.. \u201c.<br \/>\nChiss\u00e0 invece quanti di loro all\u2019uscita avranno pensato in modo diverso e si saranno portati a casa un\u2019idea nuova, un punto di vista non considerato prima\u2026..<br \/>\nE\u2019 la scommessa di queste iniziative, studiate apposta per non essere interventi frontali , ma per coinvolgere i ragazzi e ascoltare i loro contributi.<br \/>\nLa prima ora \u00e8 occupata dal monologo teatrale di Sergio Manghi: \u201cZidane, anatomia di una testata mondiale\u201d accompagnato dai due eccellenti musicisti Fulvio Redeghieri e D\u00f3ra Szab\u00f3. Manghi, professore di sociologia all\u2019universit\u00e0 di Parma, inizia raccontando a braccio come fosse surreale in Francia l\u2019atmosfera nei giorni precedenti la finalissima del mondiale di calcio 2006, che si sarebbe disputata a Berlino. Manghi si trovava proprio a Parigi e si stupiva nel vedere la macchina organizzativa preparare sontuosi festeggiamenti per una vittoria che tutti credevano certa. Tutti i francesi, di tutte le classi sociale, dagli abitanti delle periferie agli intellettuali festeggiavano anticipatamente la vittoria e ponevano tutte le aspettative per raggiungerla su un unico uomo, l\u2019eroe nazionale Zin\u00e8dine Zidane.<br \/>\n\u201cMa guardate che non avete ancora vinto..\u201d provava a sottolineare Manghi nelle discussioni con i francesi. Per tutta risposta riceveva sempre una risata e la frase ripetuta all\u2019infinito\u2026\u201dci penser\u00e0 Zidane\u201d..<\/p>\n<p>Proprio per sottolineare il tema dell\u2019eroe designato, Manghi, con l\u2019ausilio di immagini belle e significative, racconta la famosa finale come fosse una favola mitologica suddividendola in 5 \u201c quadri\u201d. Il primo lo intitola \u201c Il favore degli dei\u201d(Zidane si sente imbattibile come un dio mitologico): siamo infatti al 7\u00b0 minuto e Zidane si trova a calciare un rigore contro il miglior portiere del mondo (G. Buffon). Invece di scagliare una botta a colpo sicuro, sceglie un tiro rischiosissimo, in gergo chiamato \u201ccucchiaio\u201d. Una palla che dopo aver fortunatamente spiazzato il portiere, altrettanto fortunatamente entra in porta non prima di aver pericolosamente sbattuto contro la traversa. \u201cVolevo che quel tiro fosse ricordato per sempre\u201d..dichiarer\u00e0 Zizou.<br \/>\nIl secondo capitolo si intitola \u201cLa Nemesi\u201d, dal nome della dea greca che distribuiva il bene o il male a seconda del giusto. Infatti al 19\u00b0 minuto Materazzi, che pochi minuti prima aveva causato il rigore contro l\u2019Italia, fa gol e costringe l\u2019eroe Zidane a ricominciare le sue fatiche , un po\u2019 come Ercole che ne dovette affrontare ben 12.<br \/>\nIl terzo episodio si chiama \u201cIl Dubbio dell\u2019eroe\u201d. Zidane si infortuna lievemente alla spalla e chiede subito la sostituzione, senza attendere il responso medico. Rimarr\u00e0 in campo ma l\u2019episodio sembra indicare un primo cedimento,\u2026..la difficolt\u00e0 a reggere la tensione.<br \/>\nIl quarto quadro ha come titolo\u201d Gli dei cambiano eroe\u201d. Siamo al 13\u00b0 del primo tempo supplementare. Zizou incorna splendidamente di testa a colpo sicuro ma il portiere italiano para con uno stupendo gesto atletico: gli dei hanno scelto Buffon.<br \/>\nL\u2019ultimo quadro si intitola \u201cL\u2019epilogo\u201d: 5 minuti dopo il gol mancato l\u2019eroe si auto sacrifica. Sferra l\u2019ormai famosa testata a Materazzi, viene espulso e lascia il campo senza voltarsi, quasi in uno stato di trance. Il giorno dopo la squadra viene ricevuta dal presidente della repubblica e l\u00ec l\u2019eroe si riconcilia con La Francia, anche se, come conclude Manghi, nessun francese ammetter\u00e0 mai che quella testata, pur essendo stata data a Materazzi, in realt\u00e0 \u00e8 stata data alla Francia, rea di aver caricato troppi sogni e aspettative su una persona eletta suo malgrado al difficile ruolo di eroe salvatore, trascurando completamente la sua fragilit\u00e0 di uomo.<br \/>\nIl monologo teatrale fornisce alla giovane platea e agli ospiti della tavola rotonda numerosi spunti di riflessione riguardo al modo di affrontare non solo lo sport ma la vita di tutti i giorni.<br \/>\nSubito infatti la psicologa dello sport Daniela Cavelli rompe il ghiaccio e prendendo spunto dall\u2019episodio della testata, interpella direttamente i ragazzi su quelle situazioni in cui non si sentono sicuri o hanno paura nell\u2019affrontare le cose, intavolando con loro un interessante dibattito sul tema dell\u2019autostima.<br \/>\nSi aggancia molto bene a questo discorso la giovane campionessa di tuffi Francesca Dallap\u00e8, medaglia d\u2019argento in coppia con Tania Cagnotto negli ultimi campionati del mondo di tuffi a Roma, che racconta con sincerit\u00e0 la sua difficolt\u00e0 nel gestire la pressione in una gara importante come i mondiali. \u201c\u2026..Anch\u2019io ho dato tante testate a me stessa \u2026..\u201d Francesca, che nella attivit\u00e0 agonistica \u00e8 seguita proprio dalla dott. Cavelli, racconta dell\u2019importanza della figura dello psicologo in quanto nel suo caso le \u00e8 servito per imparare a fidarsi di s\u00e8 stessa e quindi per riuscire a rendere al meglio in gara senza farsi assalire dal dubbio.<br \/>\nRiccardo Michieletto, team manager dell\u2019Itas Diatec Trentino Volley, potrebbe raccontare dei tanti trionfi della squadra come ad esempio l\u2019ultima Champions League conquistata lo scorso 5 aprile, ma preferisce spiegare e analizzare la sconfitta nella finalissima scudetto della passata stagione spiegando come un grande campione debba anche avere la capacit\u00e0 di accettare una sconfitta bruciante, magari dopo essersi gi\u00e0 illuso di avere vinto.<br \/>\nE qui si introduce il tema del binomio umilt\u00e0 e presunzione nello sport. A Tal proposito l\u2019ex arbitro e oggi referente dell\u2019Associazione Italiana Arbitri Michele Toccoli fa un\u2019 interessante riflessione sul mondo arbitrale affermando che i pi\u00f9 bravi arbitri sono quelli che cercano il meno possibile la visibilit\u00e0 ed invita i giovani ad avvicinarsi all\u2019attivit\u00e0 sportiva dell\u2019arbitraggio.<br \/>\nIl medico dello sport Mario Endrizzi viene invece sollecitato dal moderatore, il giornalista Daniele Magagnin, ha fare una relazione tra la sua attivit\u00e0 di medico sociale con il F.C. S\u00fcdtirol e la sua militanza da calciatore con il G.S. Excelsior dell\u2019Associazione La Strada-Der Weg, da una parte la squadra pi\u00f9 vincente della provincia e dall\u2019altra quella che in nove anni di attivit\u00e0 non ha mai vinto una partita ufficiale: due esperienze agli antipodi! In effetti Endrizzi da un lato sottolinea gli aspetti positivi del lavoro a livello professionistico nella Lega Pro in termini di organizzazione, strutturazione e efficienza, dall\u2019altro fa emergere anche molto bene come solo all\u2019Excelsior riesca a trovare quello che manca dall\u2019altra parte e cio\u00e8 la rincorsa di un sogno vero, che unisce il gruppo e crea momenti di crescita personale e comunitaria molto importanti.<br \/>\nC\u2019 \u00e8 spazio anche per parecchie domande da parte dei ragazzi: proprio ad una di queste si allaccia il sociologo Manghi per chiudere la mattinata dando alcuni consigli per approcciarsi in modo sano allo sport agonistico:<br \/>\n1. Non dimenticare mai il piacere che si \u00e8 provato a giocare fin da piccoli<br \/>\n2. Impegnarsi sempre fino in fondo senza arrendersi<br \/>\n3. Giocare e gareggiare per onore e non per vincere per forza, perch\u00e8 in questo modo si sviluppa la capacit\u00e0 di riconoscere ed affrontare le proprie fragilit\u00e0.<br \/>\nAnche Daniela Cavelli conclude con uno speciale augurio ai ragazzi, quello di comprendere fino in fondo il significato di una frase che spesso \u00e8 usata con ipocrisia: \u201cL\u2019importante \u00e8 partecipare\u201d. Questo motto significa calarsi nelle situazioni con tutto s\u00e9 stessi, con i propri punti di forza e le proprie debolezze. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 vivere appieno lo \u201cspirito\u201d di De Coubertin, accettando eventuali sconfitte ma apprezzando s\u00e9 stessi per averci provato semplicemente facendo del proprio meglio. In fondo la felicit\u00e0 non \u00e8 portata da una medaglia in pi\u00f9 o dall\u2019entit\u00e0 del conto in banca, ma dalla consapevolezza di potersi dire:\u201d Ieri questa cosa non la sapevo fare, oggi la so fare\u2026.\u201d<br \/>\nQuesto \u00e8 stato Storie di Vita, Storie di Sport 2009.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Storie di vita, storie di sport 2009 Iniziativa apprezzata dalle scuole bolzanine Si \u00e8 svolto lo scorso 15 ottobre presso l\u2019auditorium Battisti a Bolzano l\u2019edizione 2009 di \u201cStorie di Vita-Storie di Sport\u201d, un convegno sui valori dello sport dedicato ai giovani, organizzato da alcuni anni a questa parte dall\u2019Associazione \u201cLa Strada &#8211; Der Weg\u201d&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":4470,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-4742","page","type-page","status-publish","hentry","description-off"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4742"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4743,"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4742\/revisions\/4743"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/4470"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.lastrada-derweg.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}